Voglio rendere un personale omaggio a questo territorio stupendo che tanta parte ha avuto nell’ispirazione e nella genesi dei miei romanzi.
In ogni stagione dell’anno, con ogni condizione di tempo, posandovi lo sguardo, ne ho tratto quella calma e pace interiore indispensabili per aiutare la concentrazione e stimolare le idee.
Dalla mia stanza di lavoro, qui a Montecalvi, posso posare lo sguardo sull’ampia insenatura del golfo di Follonica, con la chiostra delle colline che gli fanno corona e si inoltrano nel mare, fino alla lingua stretta e frastagliata di Punta Ala.
Suvereto è proprio lì, appena nascosto alla vista da un morbido declivio verdeggiante, un presepe di case in pietra antica racchiuso nella cerchia delle nobili mura, il palazzo del Comune, il chiostro dell’antico convento, le strade, i vicoli, le scalinate: tutto il fascino del passato, vivo e tangibile.
Come Suvereto, ogni cittadina di questo territorio sfoggia con fierezza i segni intatti di un lontano passato e potrebbe narrare secoli di storia: re, imperatori, papi e santi hanno calcato queste vie. Campiglia, Massa Marittima, Castagneto Carducci, Volterra, Siena, San Gimignano, il misterioso e affascinante eremo di San Galgano con l’antichissima cattedrale che ha per tetto solo lo sguardo di Dio… L’elenco non finirebbe mai.
E mentre attraversi queste terre preziose, ti fanno corona i lussureggianti vigneti che alimentano produzioni famose in tutto il mondo, gli ulivi dalle strette foglie argentate o scorci di paesaggi che sembrano dipinti dai nostri grandi pittori. |